Inghiottitoio di Luppa

Luppa-pianta

Si apre nel comune di Sante Marie (AQ) a pochi chilometri dal casello autostradale di Tagliacozzo, si tratta di una complessa cavità esplorata alla fine degli anni ‘60 da una spedizione internazionale, contribuendo anche alla nascita dello Speleo Club Roma.

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Ieri insieme a Marco, Emilio, Danilo, Matteo e Ludovica ho fatto una capatina alla grotta, intenzionati a raggiungere il sifone dolci in prossimità del fondo, tuttavia forse per le intense piogge degli ultimi giorni o forse perché ancora troppo presto, abbiamo trovata tanta acqua, soprattutto sui pozzi, il che ha reso più tecnica e più difficoltosa la progressione.

Dopo il primo salto, abbiamo deciso di lasciare la maggior parte delle corde e di raggiungere, quanto meno, il primo sifone e di proseguire fin dove l’acqua ce lo avrebbe permesso, fermandoci così sopra il quarto pozzo, ovvero a circa metà grotta ma ad almeno tre quarti del nostro progetto originario.

Con il senno del poi avremmo potuto fare il fondo, l’acqua non è stata mai veramente fastidiosa, tranne qualche piccolo inconveniente, comunque sia siamo stati a mollo almeno 6 ore.

La grotta si presenta con un ampio ingresso, d’estate riparo del bestiame al pascolo, quindi molto sporco, seguendo il fiume che ci si butta, l’ambiente diventa più modesto arrivando subito al primo salto, ma una volta sceso la galleria ridiventa ampia e lo rimarrà fino al fondo.

Percorrendo il fiume sotterraneo non si vedono molte concrezioni, la violenza del fiume non lo permette, ma ad ogni cambio di direzione è possibile incontrare delle spettacolari e bianchissime colate a volte impreziosite da piccoli drappi pendenti.

Info tecniche:

nonostante la moltitudine di chiodi installati per le esercitazioni del CNSAS, quelli veramente utili alla discesa sono ancora quelli di 30 anni fa, e sono difficili da avvitare, mi sono dovuto arrangiare con quelli del “soccorso” appunto, che non sempre però sono nel posto più comodo alla discesa, sarebbe utile tornare a rinnovare gli attacchi.

I traversi invece sono armati fissi, però le corde non sono sempre in buone condizioni, noi comunque avevamo la muta per cui non ce ne siamo serviti.

Inoltre all’esterno la montagna, è stata interessata da una grande opera di disboscamento, per cui in grotta si trova molto legname trascinato dentro dalla corrente, in acqua crea qualche motivo di inciampo, nel sifone siamo avanzati aprendo la strada tra i rami galleggianti, ma è sui pozzi che è più pericoloso, in particolare sul secondo pozzo, quello della trave per chi lo conosce, ho dovuto pulire molto prima di scendere ma mi è stato impossibile rimuovere un tronco, incastrato ma mobile, grosso quanto la trave.

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3 risposte a Inghiottitoio di Luppa

  1. Daniele scrive:

    Ciao, noi del Gscairoma ci vorremmo andare domani sai dirmi quale sono le parti armate fisse?
    ci stiamo portando anche materiale di armo così mettiamo qualche fix.

    Ciao D.

    • grottambulo scrive:

      Andate con la muta?
      Comunque:
      sul primo salto andrebbe risistemato il frazionamento l’unico spit non si avvita a fondo
      che io sappia ha più di 30 anni
      dopo il primo salto sul bicchiere, è armato il traverso però le corde sono in pessime condizioni

      Tra il primo ed il secondo pozzo (quello con la trave, se conosci la grotta) c’è un laghetto
      se c’è acqua alta e non vuoi bagnarti puoi salire la colata che trovi poco prima ed armare un pozzetto di 6m che passa oltre

      secondo pozzo anche li i frazionamenti fanno schifo sono vecchi, puoi arrangiarti con i fix del soccorso che però sono stati messi per usi diversi, se la corda tocca puoi mettere un sacco vuoto tra la corda e la roccia

      ora comincia il meandro, quando stringe per non bagnarti devi arrampicare per salire su una cengia dopo qualche metro riscendi e qui sei a pelo d’acqua
      questo traverso è da armare, ci sono attacchi a sufficienza e quando sei sull’acqua ci sono delle piccole clessidre già armate

      più avanti c’è un altro traverso che in genere si fa solo ne non vuoi bagnarti nemmeno i piedi infatti non ci sono attacchi si fa in libera è al massimo ad un metro e mezo dall’acqua

      superato il ramo fossile c’è lo pseudo sifone (perenne) qui devi perf orza bagnarti fino al collo, superato, il meandro continua ci sono un paio di traversi ancora con le corde malconce sempre in prossimità del nodo che tocca sulla roccia ed arrivi sul 4 salto

      qui mi sono fermato

      oltre se ti serve posso darti la mia nota d’armo ma è un bel po che non ci vado al fondo
      quindi oltre alla successione dei pozzi non posso dirti altro

      un’altra cosa: all’esterno stanno disboscando e molto legno è entrato in grotta fate attenzione sott’acqua se andate con la muta

      sul pozzo della trave c’è un grosso tronco in bilico, se ce la fate sarebbe da buttare giù, è molto pesante

      ciao e buon divertimento

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