La Miniera di Rame di Ponte san Pietro (GC9JXA4)

Nei pressi di Ponte San Pietro (VT) sono numerose le testimonianze di popolazioni vissute circa 5000 anni fa, questa miniera è uno dei motivi del loro insediamento.

Ci troviamo sulle rive del Fiume Fiora e da questo giacimento si estraeva Pirite e Marcasite, ma frammisto a questi minerali c’è anche una certa quantità di Calcopirite e Tetraedrite, che possono essere separate per ricavarne il Rame.

per raggiungerla da Ischia di Castro portarsi alle coordinate N42° 31.435′ E11° 36.349′, si riferiscono all’ingresso che si trova pochi metri nel bosco rispetto alla strada.

La miniera è di libero accesso, o quanto meno non sono presenti divieti delle vicinanze, è raramente frequentata da escursionisti e il suo stato è in perenne decadimento, per cui è necessaria la massima attenzione a dove mettete i piedi, a cosa toccate e alla testa.

Non ci si sporca troppo, sono consigliate scarpe da trekking, torcia e casco.

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Bellezza Infinita GeoTour: Hamlets of Marche, Italy (GT4AD)

Questa seconda vacanza dell’anno siamo ospiti di parenti a San Benedetto del Tronto, ottimo punto di partenza per il “Bellezza Infinita GeoTour: Hamlets of Marche, Italy (GT4AD)”.

Sulla strada, ancor prima di giungere dove alloggeremo ci fermiamo a Grottammare per fare le prime tre cache del tour, ormai è quasi buio e il piccolo borgo acquista ancor più fascino quando attraversiamo gli stretti vicoli.

Dopo qualche giorno di riposo, dedicato anche alla manutenzione delle due mie cache presenti in zona, il 43° PARALLELO (GC8VHH8)

ed il RAGAZZO CON I GABBIANI (GC8VHG9), cominciamo il nostro giro, tra cui spicca più per curiosità che per bellezza, la grotta degli amanti.

Non ci farciamo sfuggire quanto altro troviamo lungo il percorso, e dopo una piacevole gita ad Ascoli Piceno,

la cosa che ci ha divertito di più è stato il recupero della “Prima T5 di Ascoli Piceno”, che ha richiesto un po’ di collaborazione e tanta faccia tosta da parte dei nostri accompagnatori, già perché il giorno prima, sul ponticello dove poi mi sono calato, passava gente e non me la sono sentita subito,

foto De Filippis

invece poi il giorno dopo, con i parenti a farmi da guardia spalle e complice l’ilarità generale, è stato un recupero facile e divertente, di cui abbiamo girato anche un breve video.

Ancora un po’ di necessario ozio, d’altro canto stiamo in vacanza, anche se a due a due, con molta calma recuperiamo ancora qualche cache del tour, finché non ne abbiamo nel paniere circa metà.

Si avvicina il giorno di partenza, fatti due conti, con un lungo e serrato giro, in due giorni ce la dovremmo fare a recuperare quelle che mancano, così partiamo, con un bagaglio ridotto al minimo, giusto per una notte, prevista a Visso, l’ultima cache la facciamo al buio, prima di telefonare a B&B, però che soddisfazione oggi, abbiamo macinato chilometri senza soffermarci ad ammirare i luoghi visitati, però abbiamo in tasca una decina di log, e che mangiata la sera, delle fettuccine al tartufo e degli gnocchi al sugo di castrato che ve li raccomando.

Il giorno dopo di buon ora, ci dirigiamo verso la Torre di Visso, la prima della dozzina di cache che ci mancano, il giro sarò lungo, ci porterà i molti borghi, tutti molto belli, ma che siamo costretti ad ammirare velocemente, o completiamo il giro oggi o non se ne fa nulla, e sarebbe un peccato dopo tanta fatica.

Eccoci finalmente a Macerata, ci mancano le ultime due cache, trovata la prima, ci concediamo una merenda con le mitiche “olive ascolane”, oggi c’è lo street food in piazza, poi finalmente l’ultima nel punto Info, e dopo un breve controllo del “passaporto” riceviamo il simpatico regalo, ovvero un trackble che sta anche a testimoniare che siamo tra i primi cento a concludere il tour, gli unici che avranno diritto alla ricompensa.

E’ stata una lunga cavalcata, ma ne è valsa la pena, direi che in quattro giorni, se dedicati solo a questo si può fare, abbiamo vistato una ventina di borghi, dove non conoscendoli non saremmo mai andati forse, ma tutti unici nel loro genere, ed è stato il nostro primo Geo Tour di Geocaching.

Fantastico!

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Grotta Iscolelli

Prima escursione speleologica. in occasione del Raduno Nazionale di Speleologia “Kamaraton 2021”, svoltosi nella bella ed accogliente cittadina di Marina di Camerota (Sa), insieme a Laura e Rosa.

Siamo giunti con qualche giorno di anticipo, Io e Rosa siamo in vacanza, Laura ci raggiunge col treno e dal momento che il sito web dell’evento, ben fatto, mette a disposizione informazioni e tracce GPS delle escursioni, siamo desiderosi di metterci all’opera subito, così oggi ci troviamo a passeggiare lungo il sentiero per Baia degli Infreschi, abbiamo l’attrezzatura con noi ed una corda, perché la seconda grotta da visitare, la Grotta di Cala Bianca ha un ingresso verticale.

Giunti al Parcheggio (N39° 59.980′ E15° 24.108′) troviamo ad aspettarci un simpatico parcheggiatore

la strada è comoda, carrozzabile, in discesa e data la stagione non fa troppo caldo

poi in prossimità di un fosso diventa più ripida, ci troviamo nei pressi della Spiaggia di Pozzallo, proseguiamo di nuovo in salita e dopo oltre 1 km dalla partenza sulla nostra sinistra, lato monte quindi, vediamo un omino di pietre, abbiamo le coordinate della grotta (N40° 00.009′ E15° 24.752′), ma non la traccia, azzardiamo a seguirla, la direzione è giusta, prima ripida, poi in piano e dopo circa 15min troviamo l’ingresso.

Un ampio portale, dove sono stati rinvenuti resti di frequentazione preistorica, un grande salone sub-orizzontale, almeno nella parte più ampia e “turistica”, con grandi concrezioni oblique pendenti dal soffitto e addobbate con felci sulla punta.

Facciamo tante foto, pure merenda, ci studiamo il percorso di ritorno, quindi usciti dalla caverna, invece di tornare dalla via di andata, proseguiamo sul sentiero, che scende già da subito ripido, fino a tornare sul sentiero principale.

Ora consultiamo i nostri appunti, vorremmo andare alla Grotta di Cala Bianca, dal punto dove siamo sbucati del sentiero, facciamo qualche decina di metri in direzione della auto e troviamo la via, ben segnalata, per la Cala Bianca

ad un certo punto dovremmo prendere una deviazione sulla destra fino alla grotta. Purtroppo non è così facile, abbiamo solo il punto GPS (N39° 59.840′ E15° 24.661′) e di sentieri sulla destra ce ne sono molti e tutti finiscono nella vegetazione, proviamo a scendere ancora e finiamo in spiaggia, poco male, ci godiamo il mare per un po’.

Torniamo indietro, si sta facendo tardi, decidiamo di rinunciare alla grotta, però risalendo un ultimo tentativo lo voglio fare ancora, in un’area ampia di terra rossa solcata dalla pioggia, le ragazze mi aspettano, seguo appunto un solco che si distacca dal sentiero principale, poi l’erba diventa alta, ma alla fine vinco io, ecco davanti a me il pozzetto d’ingresso, un po’ di rovi renderanno la discesa spinosa, ma per stavolta no, torno indietro facendo la traccia GPS, aggiungiamo qualche omino di pietra ed una critta con i sassi, magari troviamo tempo di ritornarci.

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Torrente Bitonto

Ultima escursione tecnica, effettuata durante il Raduno Nazionale di Speleologia “Kamaraton 2021”, insieme ad Emilio, Elisabetta e Rosa.

Questa volta andiamo discendere il facile Torrente Bitonto, siamo solo io ed Emilio ad entrare, la ragazze si concederanno un po’ di relax ed un pranzetto nell’unico locale possibile di Rivello (Pz).

Giunti al parcheggio basso, verifichiamo la via di ritorno, e mentre ci prepariamo Rosa ed Elisabetta raccolgo castagne

Una volta giunti al parcheggio a monte, abbiamo preso l’evidente sentiero CAI che conduce alla gola, molto ripido, da prima una lunga pietraia in discesa, poi nel bosco e molto umido e scivoloso, ma in 15 minuti giungiamo tranquillamente al fosso.

La piccola gola alterna tratti di camminata con tratti inforrati e meandriformi, sottopassato il ponte nei pressi del quale è parcheggiata l’auto di navetta, si incontra l’ultimo salto che è anche il più alto.

In una stagione di massima secca, è possibile fare un solo tuffo e pure con cautela. Ben attrezzata, altezza massima 17m, comoda come approccio al canyoning, ci abbiamo impiegato un paio di ore, facendo foto.

Parcheggio basso N40° 05.555′ E15° 46.590′

Uscita N40° 05.623′ E15° 46.505′

Parcheggio alto N40° 05.839′ E15° 47.068′

Accesso N40° 05.956′ E15° 46.911′

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Traversata Cozzetta – Orsivacca

In occasione del Raduno Nazionale di Speleologia “Kamaraton 2021”, svoltosi nella bella ed accogliente cittadina di Marina di Camerota (Sa), insieme ad Emilio, Elisabetta, Rosa e Laura, abbiamo visitato l’Inghiottitoio Cozzetta effettuando una traversata uscendo dall’Inghiottitoio Orsivacca, con noi altre quattordici persone tutti partecipanti all’evento suddetto.

Io insieme a Rosa e Laura, che non entreranno, ma impietosite dell’ora di auto che avrei dovuto farmi da solo per raggiungere la grotta e gli altri partecipanti, partiamo verso le ore 09,00 per incontrare Emilio ed Elisabetta provenienti da Roma un bar nei pressi di Caselle in Pittari (Sa) e dopo una ricca seconda colazione raggiungiamo il luogo di parcheggio, incontrando il resto dei partecipanti alla gita, che non conosciamo ma che sono già un pezzo avanti con la vestizione.

foto: D’Onofri

Finalmente pronti, ci dirigiamo verso la grotta, ho la traccia GPS gentilmente messa a disposizione dall’organizzazione del raduno, e grazie anche all’aiuto di alcuni membri incontrati qualche giorno prima a passeggio sulla scogliera, che mi hanno tolto qualche dubbio sulla chiarezza dei punti, raggiungere la l’ingresso è stato davvero cosa da poco.

Cozzetta si presenta con un ampio portale, ed ampia sarà tutta la grotta, grossi saloni, fangosi e ingombri di vegetazione portata dal fiume, poche concrezioni, solo grandi colate.

Laura e Rosa ci accompagnano all’ingresso, nel frattempo arrivano tutti gli altri e gli cediamo il passo per mantenerli uniti, così alla fine complice anche qualche foto lungo il percorso ci ritroviamo ultimi per quasi tutto il tempo.

foto: De Filippis

Tocca a noi, salutiamo le ragazze e scendiamo, la grotta è già armata per l’occasione, tutta su traversi per evitare il più possibile l’acqua, ma tal proposito ad un certo punto abbiamo sceso un tratto in corda doppia per velocizzare la progressione, entrando in acqua direttamente, giacché avevamo tutti la muta, mentre gli altri, abbigliati similmente, erano ancora impegnati nei traversi.

Giunti al sifone, lo troviamo aperto, le sagole guida ci indicano la via, dall’altra parte la grotta cambia, Orsivacca è la classica grotta acquatica, con un meandro serpeggiante, vaschette e piccole arrampicate fino ad arrivate alla serie di pozzetti di uscita.

Il tempo di percorrenza con grotta già armata è stato di circa 5 ore, tenendo presente che eravamo in diciassette dentro, muta necessaria ma controllare la quantità di acqua all’ingresso, perché secondo la stagione le grotte potrebbero andare in piena, una dozzina di salti d’altezza massima di 10m, non è possibile effettuarla in corda doppia perché si scende in entrata e si sale in uscita.

Nel frattempo avvisate le ragazze che siamo uscite, ci raggiungono mentre ci stiamo cambiando, loro si sono fatte una bella passeggiata alla Certosa di Padula e alle cascate dei Capelli di Venere, ora ci aspetta una ricca cena insieme agli amici rimasti al raduno e non vediamo l’ora di incontrarli anche per raccontargli della nostra escursione.

foto: De Filippis

Come raggiungere le grotte, che sono distanti circa un chilometro tra loro? Entrando da Cozzetta, al parcheggio, si prende la strada in discesa, dopo pochi metri si incontra una scalinata in pietra che conduce alla grotta. Entrando da Orsivacca invece si prende la strada nei pressi del parcheggio ed i due bivi alle coordinate, l’ultimo tratto è un sentiero turistico malconcio nel bosco fino alla grotta, lo stesso percorso per il ritorno alle auto.

Cozzetta Park N40° 10.658′ E15° 34.259′

Cozzetta Bivio N40° 10.651′ E15° 34.313′

Cozzetta Inghiottitoio N40° 10.604′ E15° 34.287′

Orsivacca Park N40° 10.548′ E15° 33.965′

Orsivacca Bivio 1 N40° 10.598′ E15° 33.772′

Orsivacca Bivio 2 N40° 10.670′ E15° 33.892′

Orsivacca Inghiottitoio N40° 10.677′ E15° 33.939′

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Fosso la Selva

Questa domenica abbiamo deciso di prendercela comoda, avendo il pomeriggio già impegnato all’autodromo di Vallelunga, abbiamo cercato qualcosa da fare in zona la mattina, e ci è venuta in aiuto la solita guida di Angileri sui Canyon del Lazio.

Calcata
il fiume Treja
nei pressi del parcheggio
42.208751, 12.415598

Si tratta di un piccolo fosso tufaceo nei pressi di Calcata, dal parcheggio 42.210053 12.418451 si prosegue a piedi verso Calcata, dopo qualche decina di metri a destra vi è il sentiero di uscita, continuando per circa 600m sulla destra 42.213800, 12.424050 si incontra un sentiero, una vecchia strada falisca, prenderla e passeggiare comodamente dentro il bosco, più avanti ci si potrà anche affacciare sul fosso e vederne il fondo, al bivio successivo 42.205567, 12.424717 si mantiene la destra, fino a giungere dopo circa una mezz’ora totale di passeggiata, alle coordinate 42.204583, 12.424650 dove è possibile scendere.

Il torrente entra nella forra con una coppia di cascatelle arrampicabili, 2m + 2m,

foto: CarimWolf

si continua quindi tra pareti verticali di tufo, con qualche disarrampicata,

foto: CarimWolf

fino ad incontrare l’unico salto di 6m, 3 chiodi a destra o meglio tondini di ferro con anello infissi profondamente nel tufo, permettono di attrezzare la discesa della cascata strapiombante, e che termina in un ambiente suggestivo.

foto: Purificato

Il seguito è un ampio e maestoso canyon lussureggiante, con tratti franati e alberi crollati, si supera un caos di massi, oltre il quale la gola si apre definitivamente, nei pressi di un noccioleto, si esce a dx raggiungendo in breve la strada Calcata-Mazzano.

La gita complessivamente è durata circa due ore, in un ambiente asciutto a parte qualche pozza evitabile, ma probabilmente in primavera può avere scorrimento, la prima parte che comprende l’avvicinamento e la calata di 6m tutto sommato è stata simpatica, tutto il resto parafrasando il grande Califano è noia.

foto: Purificato

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Civitella (GC7A3TD)

Un fiume sotterrane che nasconde un tesoro di inestimabile valore, tutto da gustare passo dopo passo, bracciata dopo bracciata, ed in fondo il meritato premio, stiamo parlando della Risorgenza di Civitella.

Dall’uscita di Valle del Salto dell’autostrada A24 Roma-L’Aquila, si raggiunge il paese di Civitella (frazione di Pescorocchiano) e si lascia la macchina presso la curva davanti all’ultima casa. Si torna quallche metro indietro e si passa nello spazio tra due guard rail e si prende un sentiero ben segnato che dalla curva scende dritto verso il fondovalle giungendo in breve alla sponda del torrente Laoleana, la si segue verso destra risalendo il corso d’acqua per circa 100 m, seguendo tracce di sentiero. Si lascia sulla destra un’evidente piccola forra che scende dalla strada sovrastante, e poco dopo si incontra una paretina rocciosa trasversale al fondovalle.

L’ingresso della grotta si trova alla base della paretina, al di là del letto del torrentello stagionale formato dall’acqua che esce dalla cavità. (10 minuti di cammino)

foto: CarimWolf

La grotta è una risorgenza attiva le cui acque si gettano, nel fosso Laoleana, affluente del Fiume Turano. Le acque che scorrono in questa grotta sono forse le stesse che attraversano l’inghiottitoio di Val di Varri. La portata del torrente sotterraneo è estremamente variabile; solo in periodi molto piovosi si ha una forte e improvvisa emissione di acqua dall’ingresso.

foto: CarimWolf

Ora se avrete la fortuna di trovarla aperta, ed in genere succede a fine agosto, nel periodo di massima secca, e non succede spesso, dopo aver indossato muta (ma non dovremo andare sott’acqua, è necessaria come ausilio al galleggiamento e protezione dal freddo, meglio se da 5mm, inoltre guanti e calzari, quelli a calzino non la scarpetta), scarpe da trekking e casco con luce, si entra in acqua in un varco tra i sassi del fiume, un po’ angusto da prima ma poi si allarga e si nuota fino alla fine del lago, si scavalca arrampicandosi una sella creata da massi di crollo per rituffarsi nel secondo lago.

foto: CarimWolf

La grotta è lunga circa 700m sempre molo ampia e riccamente concrezionata, si susseguono sale e laghetti fino ad una sala da cui pendono due corde, portano ad un ramo superiore, continuando un bivio conduce a destra per una via acquatica non bene evidente da quella posizione, invece a sinistra si sale per una via sabbiosa ed è l’inizio del ramo fossile, molto molto bello, ricco di stalattiti e stalagmiti, fino a tornare nella galleria principale in prossimità di un bivio, andare a sinistra ed in breve si giunge al lago-sifone che segna la fine della grotta.

foto: CarimWolf

Per il ritorno la via più evidente è quella acquatica cioè al bivio a sinistra tornando, di acqua in realtà ce n’è poca ma è molto bella da percorrere, fino ad una zona bassa, prima poi in una sala con grossi massi sopra i quali guardando l’altra sponde si vede la via sabbiosa di andata. Il resto è noto.

NOTA: l’accesso come ho detto è stagionale, tuttavia con attrezzatura sub è percorribile sempre, bisogna però avere capacità ed esperienza speleo-sub per non rischiare inutilmente l’unica vita a nostra disposizione.

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er Cavaliere Banco e er Cavaliere Nero (GC9FHED)

Ed infine venne il giorno.

Domenica 19 settembre 2021 si è svolto l’event “er Cavaliere Banco e er Cavaliere Nero” nel Parco del Fosso della Cecchignola, dopo mesi di progettazione, passeggiate e nascondigli vari.

Ma iniziamo dal principio.

A febbraio after8 ci invita, me (Grottambulo) e Rosa (Dolina59) ad una passeggiata nel parco alla scoperta della grotta usata nella serierie TV Romulus, si tratta di una antica cava romana, come ce ne sono molte in periferia, che ben si prestava all’occasione,

foto: Dolina59

successivamente nella passeggiata esplorato anche una piccola opera idraulica,

foto: Dolina59

poi sulla via del ritorno mi viene in mente l’idea che poteva essere un buon posto per nascondere qualcosa e perché no anche creare un event, il mio primo event.

Successivamente, io e Rosa, siamo tornati diverse volte alla scoperta del parco, esplorando anche il fossato del castello, si perchè pure quello c’è, abitato e quindi non visitabile, e diversi altri luoghi che hanno fatto poi parte del giro.

Così ad agosto contatto i geocacher romani per capire se fossero interessati e quale fosse il periodo migliore per avere la massima partecipazione, e dopo aver avuto un riscontro positivo cominciamo a nascondere i cache, che alla fine saranno nove.

Realizziamo i listing a tempo di record, con la preghiera di pubblicarli solo il giorno dell’event, insomma all’inizio di settembre è tutto pronto, non senza il timore che nel frattempo possano sparire e rovinarci la festa.

Nel frattempo partecipo altrove ad altri event, capisco la necessità di un gadget come ricordo, così mi interesso pure per quelli, di un giochino da fare durante la pausa pranzo, con after8 ne pensiamo diversi, e per ultimo di un logbook dell’event, suggeritomi da Lillemaider l’ultimo giorno.

Ora è veramente tutto pronto, possiamo andare a dormire tranquilli, domani è il giorno.

Alle ore 10,00 arriviamo puntuali al parcheggio dove è fissato l’appuntamento e troviamo già qualcuno, alla fine pian pianino, saremo una ventina, parenti e amici compresi e mezz’ora dopo escono le cache, è quello il segno che da’ il via all’event.

Iniziamo la passeggiata io mi tengo un po’ in disparte e subito sbagliamo strada, riportati sulla retta via ci dirigiamo verso le due cavità dove sono nascosti i primi cache, il percorso è reso faticoso dalla recente aratura del campo, le zolle di terra fanno soffrire caviglie e ginocchia, ma andiamo avanti, cerchiamo un varco tra la vegetazione e trovato quello giusto, siamo sul luogo.

foto: Dolina59

Per i commenti rivolgetevi ai partecipanti, l’impressione sembra positiva anche se non tutti entrano, affrontano il buio e gli insetti presenti, d’altronde non ce n’è bisogno, c’è talmente tanta gente da saturare l’ambiente, ci penseranno loro a firmare il logbook per tutti.

Poi si continua verso gli altri way point fino all’ora di pranzo.

foto: Dolina59

foto: Lillemaider & Dr. Pallo

Ci fermiamo così sopra quella che è chiamata la “collina libera” dove un gruppo di volontari di quartiere hanno attrezzato dei tavoli da pic nic e area barbeque, qui oltre a fare merenda, verrà ufficializzato l’event con la firma del logbook, la consegna della medaglia ricordo e svolto il giochino finale con ricchi premi finali.

foto: Lillemaider & Dr. Pallo

A ricordo della giornata verrà nascosto un nuovo cache, che i presenti firmano come beta tester, l’asciando così l’FTF agli amici che non sono potuti venire.

Nel pomeriggio continuiamo a cercare i cache mancanti,

per finire verso le ore 18,00 sotto minaccia di pioggia, il meteo è stato clemente finora, e ci salutiamo davanti ad un fresco boccale di birra nell’area streetfood antistante il parcheggio

In conclusione: abbiamo incontrato tanti amici, nuovi e vecchi, visitato un parco sconosciuto ai più, con luoghi insoliti ricchi di storia e qualche curiosità cinematografica e torniamo a casa con un bottino di nove FTF, insomma è stata veramente una gran bella giornata.

foto: Lillemaider & Dr. Pallo

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GEOCACHING SENZA FRONTIERE (GC8HM9Q)

Siamo partiti sabato dopo pranzo da Roma, insieme a Laura (after8) non prima però di accaparrarci un FTF fresco fresco vicino casa.

Dopo 3 ore tranquille di viaggio giungiamo a Saltino, amena località climatica, come recita il cartello di benvenuto, e prendiamo possesso della camera all’Hotel Moderno, un eufemismo pensiamo guardandolo, però siamo stati bene, ed il ristorante tutto sommato consigliabile invece.

foto: after8

Il mattino dopo la colazione è alle 8,00 e prima cache alle 9,15, ci portiamo in vantaggio sul da farsi.

foto: Dolina59

Alle 10,00 puntuali stiamo al GZ dell’event, nel parco antistante la bella Abbazia di Vallombrosa

è una gioia incontrare vecchi amici e conoscerne di nuovi, ci vorrà una mezz’ora abbondante prima che arrivino tutti, ad occhio e croce saremo una cinquantina.

foto: after8

Ventus85 è un ospite squisita, una vera capobanda, intrattiene grandi è piccini sempre con gioia ed energia e dopo i “giochi senza frontiere” arriva l’ora della merenda.

Durante la pausa, qualcuno come noi approfitta per trovare alcune delle cache del circuito delle cappelle.

Arriva finalmente anche il momento della visita dell’Abbazia di Vallombosa, splendida, ed anche l’Abate che ci fa da cicerone è un personaggio.

Siamo ormai alla fine dell’event, baci e abbracci virtuali a tutti e si riparte in direzione di casa.

Ci mancano ancora però alcune cache per terminare il circuito delle Cappelle quindi ci dirigiamo presso di loro incontrando in ciascuna sempre qualche compagno di giochi appena salutato, creando così una sorta di post event, è dura doversi separare definitivamente, ancora qualche chiacchiera e qualche log, poi si parte veramente.

foto: Dolina 59

Il resto è noia, 3 ore di auto, code in autostrada che aumentano a 4 il totale, insomma un normale rientro domenicale di gita fuori porta.

Domani si ricomincia a lavorare, ma più a cuor leggero, con i ricordi del weekend appena passato.

Grazie a tutti e speriamo di rivedervi presto.

foto: after8

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Assergi Geocaching Sottosopra

E’ tanto tempo che aspetto un fine settimana da passare in tenda con gli amici, ed è finalmente arrivato, l’occasione è stata la necessità di fare manutenzione a delle mie cache, l’opportunità anche di portare in grotta degli amici geocacher.

Quindi sabato 7 agosto, after8 ci viene a prendere a casa alle 13,00 circa con la Jeep, in tre la carichiamo fino all’orlo, ma ci stiamo ancora comodi, prima tappa L’Aquila, dove abbiamo visto tra l’altro che ci sono degli FTF freschi freschi che ci aspettano.

Verso le 15,00 siamo sul posto, la prima cache è nei pressi del centro commerciale, presa!

La seconda è un FTF, ma anche la mia 500° cache, che festeggiamo con una foto esplicativa, nei pressi della fontana delle 99 cannelle.

Giacchè ad after8 mancavano alcuni ritrovamenti per completare la zona, ci rifacciamo il giro della città e scopro che anch’io ne ho di nuove da cercare

nel frattempo ci hanno raggiunti altri due amici, CarimWolf e Leather20 e cosi cache dopo cache, riusciamo a giungere al campo, dove inizio pure a girare un video ricordo della gita che abbiamo appena iniziato.

Dopo aver trovato loro e fatta manutenzione io alla mia cache “San Clemente”,

è l’ora di montare le tende e preparare la cena, ci raggiunge anche Giancarlo con la roulotte, così questa sera con me, Grottambulo e Dolina59 siamo in sei a goderci il fresco del Gran Sasso.

Domenica 9 agosto, la lauta cena di ieri e il buon vino, non mi hanno fatto dormire molto, tant’è che alle 5,00 del mattino sono già sveglio, mi godo l’alba solo soletto, erano anni che non mi capitava, preparo un caffe, rispondo a qualche messaggio su Whatsapp, poi faccio manutenzione ad un altra mia cache, “Fonte della Pietà”, ora che non mi vede nessuno, cosicché devono sudarsela pure questa.

Finalmente si comincia a svegliare qualcuno, perparo il secondo caffè e facciamo colazione, CarimWolf e Leather20 vanno a prendere a L’Aquila Nio83v che si è liberato la domenica in extremis e ci ha raggiunto col bus, nell’attesa noi andiamo a guadagnarci un ultimo FTF rimasto in sospeso dalla sera prima

ci raggiungono anche due amici speleologi abruzzesi e tutti insieme alle ore 10,30 ci avviamo a “Grotta a male”, dove ho nascosto un altra cache e dove i giovani geocacher riceveranno il battesimo speleologico.

Metro dopo metro, fango dopo fango, alle 12,30 siamo al fondo, una breve merenda, la foto di rito e siamo già sulla via del ritorno, un’ora dopo stiamo di nuovo al campo e già rimpiangiamo la frescura della grotta.

Pranziamo con gli avanzi della sera prima, ancora gustosi, tanto più dopo aver faticato in grotta

ma rimane un ultimo sforzo da fare un ultima cache da cercare, “Eremo santa Maria della Croce”, che dopo un piccolo errore di sentiero, si fa trovare e conquistare.

Finisce qui il nostro weekend di speleologia e geocaching, siamo stanchi ma contenti, abbiamo una decina di cache nel paniere, alcuni FTF e visitato una grotta che per quanto semplice, rimane sempre un bel luogo da vedere e una bella esperienza per i neofiti.

Alla prossima avventura.

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