Fosso Campione (Prodo)

Le previsioni prevedevano una giornata grigia con minaccia di pioggia, ebbene così è stato, e meno male perché c’è ancora molta acqua nella gola. 

In paese abbiamo incontrato un corso dell’AIC di Terni, una decina di persone e tre altri torrentisti, che abbiamo piacevolmente fatto passare avanti per non avere il pensiero di rallentarli.

Dopo aver sceso il primo salto i primi funesti messaggi: Emilio si perde la maniglia in acqua, io gli do gli occhialini da piscina portati per emergenza, ma si rompe il laccetto alla prima immersione e… via con la corrente, nonostante ciò recuperiamo la maniglia. Ora seguono quelli che chiamano i corridoi, una serie di laghetti stretti e lunghi da passare a nuoto, qui il dramma: Emilio lancia il sacco con la corda da 70m al di la di un saltino, ma la cascatella lo spinge sotto e non si vede più.

E mo’? Bisogna recuperarla ad ogni costo, abbiamo ancora 25m di corda portata per le emergenze, ma nonostante metà di noi ci sia già stato il questa forra, però tanti anni fa’, non ricordiamo le altezze che ci aspettano più avanti. Vano ogni tentativo di recuperare la corda, le mute ci fanno galleggiare e le pozze sono troppo profonde, dobbiamo andare avanti con quello che abbiamo, sempre con un occhio in alto, alla ricerca di una via di fuga nel bosco, sopra le pareti. Veloci, abbastanza per raggiungere la squadra davanti a noi, ma non sufficientemente da accodarci a loro, però sanno che ci siamo, anche perché gli abbiamo prestato una imbragatura e quindi devono per forza aspettarci per renderla, l’unica nostra consolazione. Insomma tra salti e tuffi usciamo indenni dalla forra, non senza accorgerci dell’ennesima scomparsa, ebbene si, Marco ha perso l’otto di scorta con annesso moschettone.

Il resto è ordinaria amministrazione, una lunga salita per tornare al paese, panino al bar e brindisi con vino rosso locale, mentre scendono le prime gocce dal cielo. Prodo

Questa foto è stata scatta circa 30 anni or sono, agli albori del canyoning, non ricordo l’autore mi dispiace, a sinistra sono io, con la rexoterm (i vecchi speleo capiscono) giubbotto salvagente perché non avevo la muta e canottino d’appoggio, discesa con i discensori speleo.

TEMPO – 10′ avvicinamento + 4,30h discesa + 30′ ritorno

COMUNE – Prodo (Terni)

ACCESSO A VALLE – Non è necessaria una seconda auto: dopo l’ultima cascata di m 8 si cammina per un breve tratto e, dopo aver attraversato un laghetto, segni di vernice rossa indicano il sentiero di uscita sulla sinistra. L’itinerario di uscita è un altro fosso, ma dopo pochi metri un altro segno rosso indica la deviazione a destra su per un fosso più piccolo, dopo poco ancora una corda ostruisce il percorso ad indicare che bisogna girare a sinistra per tracce di sentiero e roccette, poi, sempre in ripida salita, per un sentiero più evidente, fino ad una linea elettrica che porta fino al paese, camminando si superano tre fossi, di cui l’ultimo ormai sotto il paese, può essere un inizio alternativo della forra,

ACCESSO A MONTE – Prodo è raggiungibile da Todi o da Orvieto seguendo la SS 79/bis. Arrivati al paese parcheggiare l’auto sulla piazza principale della rocca, imboccare poi il sentiero sulla destra della porta di accesso alla rocca e, per rapide tracce e campi coltivati, dirigersi verso l’alveo del fosso che si intravede dal paese.

NOTE TECNICHE – Ci sono molte pozze profonde e lunghe dove occorre nuotare, in estate c’è pochissimo flusso e i bacini possono risultare di acqua putrida. La forra presenta una decina di salti che possono essere armati o, in parte, superati a tuffo, il più alto di 18m è il primo. Corde 2 x 25 m – Attacchi Spit, fix e resinati

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