CORSO DI AVANZAMENTO TECNICO FORRE

Tra il 13 ed il 19 aprile ho partecipato ad un corso di secondo livello di tecnica di forra, organizzato dalla Commissione Forre CAI di Cagliari, nel ridente paese di Villagrande Strisaili in provincia di Nuoro, in piena Ogliastra.

Parto da Roma la sera del 12 e con me ci sono Marco, Fabrizio e Veruska, Emilio poi ci raggiunge a Civitavecchia dove prendiamo il traghetto della Grimaldi Lines, il più economico al momento, diretti a Porto Torres.

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Se il buongiorno si vede dal mattino, cominciamo male, il traghetto ritarda ben tre ore, ceniamo a panini e pizza in fila al porto, Emilio tira fuori la solita bottiglia di vino di scorta e così partiamo all’una di notte, ritardo che non recupererà facendoci arrivare sul luogo del corso a lezioni iniziate, l’organizzazione ci manda in chat il punto gps della palestra e li troviamo già tutti appesi, manchiamo solo noi.

La giornata è lunga, sotto un piacevole sole, che a fine giornata ci ha arrostito, siamo una ventina di allievi e sei istruttori, cominciamo con allestimento di mancorrente, calata con mezzo barcaiolo e gestione dello sfregamento, tutte cose che già so fare o almeno credevo, comunque giungiamo all’ora di pranzo e ci vengono forniti un panino formaggio e salumi, un frutto e mezzo litro di acqua, si perché non l’ho ancora detto, nel costo del corso che è di 320 euro è compreso vitto e alloggio.

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Il pomeriggio poi si continua fino alle 18,00 e si rientra in sede, una scuola messa a disposizione dal Comune le cui aule sono state adibite a dormitori con brandine, mensa e cucina, mentre al piano superiore c’è la sala convegni dove facciamo le lezioni teoriche, oggi inoltre il sindaco ci da il benvenuto.

Finalmente è ora di cena, il menù prevede mallorreddus al sugo di carne, pecora arrosto, insalata, pane carasau e fiumi di vino, che ve lo dico a fare la serata finisce a cantare sebbene stanchi.

Inizia un nuovo giorno, colazione alle 7,30 oltre agli alimenti tradizionali c’erano sempre tranci di dolci e biscottini tipici, ore 8,30 partenza per la prima forra, non prima di aver preso per pranzo il solito abbondante panino ecc ecc.

La mia auto non parte, batteria scarica, porca miseria, cosa avrò mai dimenticato accesso all’interno? Forse nulla, forse è la batteria che è vecchia, la facciamo ripartire con i cavi ma non è il caso di rischiare e quindi andiamo con un altra in forra.

Oggi ci dividono in squadre, che rimarranno sempre uguali per tutto il corso, a parte gli istruttori che ruoteranno, Emilio e Fabrizio vanno a Bacu sa Figu, Veruska a Bau Vigo, io e Marco a Riu Sarcerei

RIU SARCEREI

partenza dalla “scuola” alle ore 8,30 siamo 2 auto, 6 allievi e 2 istruttori, Le curve sulla strada mi distruggono, o forse ho esagerato ieri sera con il cibo, comunque mezz’ora dopo siamo all’imbocco della forra, le auto le ritroveremo all’uscita, organizzazione perfetta. A questo punto ci prepariamo e ci dividiamo in due squadre, entriamo con mezz’ora di distanza l’una dall’altra. Percorrendo la forra, con poca acqua ci esercitiamo sulle manovre insegnateci il giorno prima in palestra, giunti alla base dell’ultimo salto camminiamo nel fiume o fuori per tracce, fino a trovare sulla sinistra un sentiero che sale ripido e che in 15min circa sbuca sulla strada sterrata.

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NOTE: muta necessaria, La sequenza delle calate è: 12, 25, 55, 10, 15+30, 13, S3, T6 (alcune non sono obbligatorie) Park Monte – 39°52’02.5″N 9°29’33.1″E (39.867352, 9.492532) Google Maps. SS198 al Km 81,750 cartello con indicazione “Fonte Gennauarriu” prendere la sterrata fino al fiume e parcheggiare. Park Valle – 39°51’56.2″N 9°28’25.5″E (39.865614, 9.473754) Google Maps. SS 198 da Gairo Sant’Elena si prosegue per Gairo vecchia ed oltre fino al Ponte Mannu, ancora 2km fino a prendere una stradina sulla destra, percorrerla per circa 700m e parcheggiare in uno slargo in vista delle pareti rossastre della gola. (individuando più avanti il sentiero che sale dal fiume, si può parcheggiare nei pressi risparmiandosi 2-3 km di camminata)

Verso le 18, 00 stiamo di nuovo alla scuola dove un ora più tardi ci aspetta la solita lezione in aula.

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Il menù di oggi prevede malloreddus al sugo e quaglia in salsa e vino a fiumi, ma la sera prima ho proprio esagerato e stasera mangio poco.

Terzo giorno di corso e seconda palestra, oggi ci insegnano l’armo con l’otto verticale, il taglio della corda e il passaggio del nodo programmato, alle 09,00 tutti in parete, sotto il sole, ma questa volta io, ma anche altri, mi spalmo la protezione solare e nonostante ciò l’abbronzatura a fine giornata è assicurata.

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Rientro in sede, doccia e mi preoccupo dell’auto, la faccio ripartire con i cavi e avendo un’oretta di tempo mi vado a fare un giro con gli amici per far ricaricare la batteria, al rientro lezione in aula.

Cena, menù del giorno, malloreddus e cinghiale alla cacciatora, comincia a spuntare anche un po di Mirto, la sera finisce con la solita partita a bigliardino ed intorno a mezzanotte tutti a dormire.

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Quarto giorno di corso, e seconda forra, Emilio e Fabrizio vanno a Riu Sarcerei, Veruska a Bacu sa Figu, io e Marco a Bau Vigo.

BAU VIGO

prima di partire provo la macchina e con sollievo si mette in moto, forse è il caso di sotituire la batteria, però oggi è pasqua e non si può far nulla, meglio lasciare tutto così ci penserò il giorno di partenza.

Alle ore 8,30 siamo 2 auto, 6 allievi e 2 istruttori, pochi minuti dopo siamo all’imbocco della strada bianca che ci condurrà alla forra, la percorriamo fin dove è possibile, poi con l’ausilio di un fuoristrada sino al fiume. Le auto le ritroveremo all’uscita della forra.

Ci prepariamo e ci accorgiamo solo in quel momento di avere solo due corde, sufficienti per percorrere la forra, ma poche per dividerci  in due squadre, quindi decidiamo di andare tutti insieme. Percorrendo la forra, con poca acqua ci esercitiamo sulle manovre insegnateci il giorno prima in palestra.

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Sceso il sesto salto comincia una lunga camminata fino al ponte, Mauro ha avuto indicazioni su un sentiero che evita di camminare nel fiume, lo seguiamo nel sottobosco, non tutti però quelli più indietro proseguono dritti, noi li vediamo dall’alto mentre lottiamo contro la vegetazione, dopo una mezz’ora giungiamo al ponte, ma siamo troppo alti e dobbiamo calarci da un albero sulla strada, e finalmente ci riuniamo con gli altri che nel frattempo ci aspettavano nei pressi del salto successivo. In questo punto si incanala il vento, io ho la muta stagna e con la camminata ho sudato ed ora sento un po di freddo.

Giungiamo così anche al salto più alto, 95 metri diviso a metà da una comoda cengia, c’è pure segnale telefonico e mi concedo qualche selfie da inviare agli amici di Roma. Questo salto è conosciuto come le Cascate di Sotzai e da qui parte un lungo sentiero in salita, realizzato dall’Ente foreste della Sardegna, che nel bel mezzo della vegetazione ci conduce alle auto.

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NOTE: muta necessaria, la sequenza delle calate è la seguente: 6, 30, 15, 8, 7, 6, (ponte) 20, 8, 10, 50+45, 20. Park Monte -39°56’36.2″N 9°30’29.7″E (39.943394, 9.508249 ) Google Maps. Da Villagrande si prende la SP 27 in direzione di Lanusei, la si percorre per meno di 3km fino al km 2,5 dove sulla sinistra, subito dopo una casa nei pressi di un traliccio si può parcheggiare. proseguire per circa 15min in discesa fino ad individuare sulla destra un facile accesso alla forra. Il punto GPS è stato raggiunto con un Fuoristrada e si riferisce all’ingresso della forra. Park Valle – purtroppo ho sbagliato a prendere il punto, quindi consiglio di seguire le indicazioni per le Cascate di Sotzai, da qui parte un lungo sentiero realizzato dall’Ente foreste della Sardegna, che nel bel mezzo della vegetazione ci conduce alle cascate, è quindi la nostra via di ritorno, purtroppo così evitiamo l’ultimo salto di 20m modificando anche la descrizione di rientro pubblicata su: Torrentismo in Sardegna di Corrado Conca.

Rientriamo infine in sede, siamo gli ultimi e nemmeno il tempo di una doccia ecco che inizia la lezione in aula, ore 21,00 finalmente si cena, oggi malloreddus e cinghiale ancora, ieri ne era stato preparato tanto, troppo. Le cuoche sono fantastiche, il cibo è sempre ottimo ed abbondante, anche per i tre vegetariano del gruppo c’è sempre una alternativa tra uova, formaggi e pesce.

Oggi approfittiamo per festeggiare il compleanno di Francesco punto di riferimento nell’organizzazione del corso, ci raggiungono pure altri amici e stasera siamo una quarantina di persone, lavoro extra per le cuoche, e dolci a volontà, la serata finisce in una guerriglia armati di maionese e ketchup, tra l’ilarità generale ed il fuggi fuggi.

Quinto giorno di Corso e terza palestra, oggi sono particolarmente stanco, il programma è molto intenso, il vino abbondante e la sera si dorme poco, anche causa dei compagni più o meno rumorosi, comunque forza e coraggio…..dopo la solita abbondante colazione verso le 9,00 siamo in palestra, lezione del giorno:  la doppia svincolabile e allestimento teleferica.

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Oggi finiamo presto, così io Veruska, Emilio e Marco ci concediamo una breve gita al mare, Fabrizio rimane invece, andiamo quindi ad Arbatax vediamo le famose “rocce rosse”, qualche foto, un gelato e torniamo, arriviamo in aula un po in ritardo, ma pure questa lezione non ce la perdiamo.

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Cena: colurgiones fatti in casa, dalle sapienti mani delle cuoche e maialino arrosto, ormai il mirto è stabilmente presente a fine serata e non solo.

Sesto Giorno di Corso e terza forra, Emilio e Fabrizio vanno a Bau Vigo, Veruska a Riu Sarcerei, io e Marco a Bacu sa Figu.

BACU SA FIGU

partenza dalla “scuola” alle ore 8,30 siamo come al solito 2 auto, 6 allievi e 2 istruttori, pochi minuti dopo siamo all’imbocco della forra. Oggi c’è molto vento e fa ancora un po’ freddo, ci cambiamo e lasciamo le auto, perché con l’ausilio di un fuoristrada che troveremo a valle qui torneremo.

Percorrendo la forra, con poca acqua ci esercitiamo sulle manovre insegnateci il giorno prima in palestra, e come dicono loro progressione a “cingolo” ovvero alternanza delle corde senza creare attese sui salti.

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Giungiamo così in una zona del fiume molto larga, alcuni “ometti” di pietra ci indicano la via di uscita, ed in 5min stiamo sulla sterrata dove ci attende il fuoristrada, facendo due viaggi raggiungiamo le auto risparmiandoci così un lungo rientro a piedi.

NOTE: muta necessaria, la sequenza delle calate è la seguente: 25,4, 5, 23, 7, 6, 6, 18, 26, 10, alcuni salti sono aggirabili e non sono menzionati. Park Monte – 40°00’00.9″N 9°29’56.4″E (40.000242, 9.498993) Google Maps. Dal paese di Villagrande prendere la strada per Talana, purtroppo interrotta a causa di un alluvione di una decina di anni fa e raggiungere il punto GPS nei pressi di un ponte, qui inizia la forra. Park Valle – proseguire sempre verso Talana, facendo attenzione alla strada ingombra di massi, fino ad una stradina in discesa 40°00’40.3″N 9°29’39.7″E (40.011196, 9.494364) Google Maps, da qui è necessario un fuoristrada, si supera un cancello ed una abitazione e sempre in discesa per 10-15min (1 ora a piedi) fino ad individuare il sentiero che brevemente scende al fiume, parcheggiare nei pressi. Questa via di fuga è quella utilizzata durante il corso e purtroppo ci ha fatto evitare ben tre salti modificando anche la descrizione di rientro pubblicata su: Torrentismo in Sardegna di Corrado Conca.

Finalmente rientriamo in sede, questa volta siamo i primi e riusciamo a fare una doccia, poi verso le 19,30 che inizia l’ultima lezione in aula. A fine corso sono stati esposti elementi su: Materiali, caratteristiche e normativa, Metereologia, Idrologia, Biologia e non ricordo altro scusate, dopo una giornata di lavoro, la lezione serale benché interessante risultava un po’ pesante.

E’ ora di cena e questa sera ci vengono serviti: malloreddus con zucchine e pecora bollita, poi tanti dolci per festeggiare la fine del corso e mirto e limoncino e filu ferro e ……..

Settimo giorno di corso, solita colazione ma l’orario è più flessibile, è l’ultimo giorno e non so se sono contento perché sono anche stanco o dispiaciuto perché vorrei imparare cose nuove, con questo sentimento nel cuore preparo i bagagli, smontiamo le brande e riordiniamo la scuola che ci ha ospitato, la macchina riparte e sono più sollevato, poi si ripassa qualche tecnica sul muro fronte casa, mentre aspettiamo di venire chiamati per avere una valutazione personale e giunge così l’ora di mangiare, questa volta niente panini, un pranzo vero e proprio, infine non rimane che la consegna dei diplomi.

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In conclusione sono partito con la convinzione di sapere molto ed ho imparato molto invece, ho trovato istruttori preparati, compagni fantastici e cuoche eccezionali, insomma organizzazione perfetta, riparto con un bagaglio più ricco di nozioni ed amicizie e magari perché no con la promessa di partecipare al corso di livello successivo.

E’ ora di partire, saluto tutti ognuno per la sua strada, per me è ora di andare ad Alghero, mia moglie mi raggiungerà in aereo per una meritata vacanza al mare.

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