Grotta Catanese e Lentini

Nel Comune di Ragalna (Ct) ai confini del Parco dell’Etna si apre la Grotta Catanese, una cavità breve, tanto da essere illuminata dalla luce solare, ma è uno dei più grandi canali di scorrimento lavico dell’Etna,

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con un’altezza superiore ai 13 metri e largo oltre 10 metri, purtroppo vista la vicinanza alla strada, al suo interno si trova un po’ di spazzatura.

Il nome della grotta pare dovuto a una leggenda su una donna etnea uccisa dai briganti all’interno della grotta.

Accanto c’è una seconda grotta più piccola 37°38’53.8″N 14°56’22.2″E (37.648278, 14.939505) Google Maps

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che contiene alcuni grandi “rotoli” laterali.

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Per raggiungerle dal parcheggio a queste coordinate 37°38’56.6″N 14°56’20.3″E (37.649064, 14.938982) Google Maps, prendere il sentiero che parte dall’alberello dall’altro lato della strada, fatti circa 20 passi girare a sinistra verso un praticello e continuare brevemente fino ad una valletta in cui si apre la grotta 37°38’53.8″N 14°56’21.9″E (37.648274, 14.939409) Google Maps un po nascosta dalla vegetazione.

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Dal momento che la nostra gita speleologica si è conclusa presto, abbiamo pensato di visitare Leontini

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cittadina barocca di origine greca (l’antica Leontinoi) di cui conserva i resti archeologici, inoltre importantissimo centro culturale e agricolo durante il dominio romano e una delle più influenti città dell’isola nel periodo bizantino, islamico e svevo.

Quelle che ci interessavano di più erano le chiese rupestri, che però all’orario da noi giunti non erano visitabili.

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