Fosso Vorvoni

Questo fosso si trova sui monti prenestini e durante l’estate si secca, quindi abbiamo approfittato anche delle frequenti piogge che ci sono state queste due ultime settimane per scenderlo, l’unica incognita è la via di ritorno, però abbiamo la traccia GPS.

Con Fabio mi vedo al solito bar dietro Ikea, poi passiamo a casa di Valerio e Sara dove ci accolgono con un buon caffè, infine verso le ore 10,00 stiamo all’ingresso della forra, parcheggiamo davanti una piccola cappella votiva, lungo la strada che collega San Vito Romano a Capranica Prenestina, inoltre un tabellone illustra le caratteristiche ambientali del fosso (41°52’48.2″N 12°57’01.7″E)


Già dal ponte sulla strada si vede che c’è acqua, non è molta ma siamo fiduciosi, il fosso però si presenta ricco di vegetazione, comunque ci prepariamo e dopo esserci raccomandati a Santa Rita da Cascia, la cui cappelletta è dedicata, entriamo e ci si presenta subito la prima briglia di cemento, un paio di metri che scendiamo con la corda per evitare i rovi ai lati, le altre ahimè numerose briglie, le scendiamo tranquillamente in disarrampicata.


La descrizione recita: p4m, p5m, p8m, toboga 12m, p22m+5m,




fatto sta però che giungiamo sopra l’ultimo salto senza toccare corda, stupiti ed un po’ delusi ci godiamo quest’ultimo salto in cui è sufficiente una corda da 50m compreso anche per il saltino successivo (41°52’58.2″N 12°57’26.5″E)


Ora abbiamo la traccia gps da seguire, proseguiamo ancora qualche decina di metri ed un altro scivolo,


poi decidiamo di affrontare a destra la salita, sempre paralleli al fosso, incontriamo una piccola traccia nel bosco, vediamo che sale parallela a quanto ci indica il gps quindi proseguiamo, quando vediamo che ci stiamo allontanando troppo, correggiamo la rotta ma ci troviamo davanti ad un muro di rovi, quindi ci armiamo di cesoie e ripresa la direzione giusta, una mezz’ora dopo sbuchiamo sulla strada asfaltata, un po’ più a valle del previsto, a circa 500m e 3,5 ore dall’ingresso.


In conclusione, la traccia GPS è attendibile, meno la nota d’armo che insieme alla descrizione, rende la forra più attraente di quanto è veramente, qualche bello scorcio e le modeste vasche non saranno un buon motivo per ritornarci.

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