Rio il Merro

Allora, è un po’ che non pubblico nulla, vediamo dove ero rimasto: fine maggio 2018, oggi andiamo a visitare il Rio il Merro, le indicazioni come il solito le ho prese dal libro di Angileri, “I canyon del Lazio”.

Dopo esser passati a prendere Valerio a San Cesareo e fatto colazione comodamente in veranda, ci avviamo in direzione dell’autostrada A24 per poi uscire a Vicovaro-Mandela, ancora verso Sambuci e 1km prima del paese la strada attraversa il Rio il Merro, si imbocca quindi una stradina in cemento, in forte salita ed al terzo tornante parcheggiamo l’auto per la navetta (41°59’52.26″N – 12°56’12.69″E).

Torniamo quindi indietro sula strada principale, dirigendoci verso il paese, alle prime case parcheggiamo (42° 0’20.40″N – 12°57’6.03″E). A piedi prendiamo una stradina sterrata che in pochi minuti finisce nei pressi di un fontanile, raggiungibile anche con una auto alta, il Rio è ormai quasi a vista pochi metri più in basso (42° 0’0.88″N – 12°57’16.52″E) e così entriamo che ormai sono le ore 11,30.

Il fosso è lungo ma mai difficile, la muta è necessaria ma non si nuota quasi mai e a tuffi neanche a parlarne,


in tutto ci sono una ventina di salti, la verticale massima è di 18m e si arma quasi esclusivamente su alberi,




senza necessità di anelli di corda, a parte un paio di salti finali su spit singoli, prevedere quindi corde più lunghe del necessario.




A metà percorso si incontra un tubo di captazione, che si perde e si rivede nei pressi dell’uscita, dove il greto si apre (41°59’47.03″N – 12°56’20.92″E)





e a destra si esce su tracce di sentiero, in salita tra la vegetazione, fino a raggiungere in 20 minuti il parcheggio, alle ore 18,00 circa siamo di nuovo alle auto.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Canyoning e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.