Fosso dei Tre Archi

Come al solito ci siamo organizzati il sabato pomeriggio, però alla fine ci ritroviamo in sei, verso le ore 8,30 di domenica 17 febbraio 2019, al bar vicino casa di Fabrizio e Veruska.
Oggi andiamo sul Monte Cairo (Fr), quindi prendiamo l’autostrada fino a Pontecorvo, poi una volta usciti in direzione di Roccasecca, superata la quale si seguono parallele le Gola del Melfa in direzione di Santopadre fino a raggiungere le coordinate del parcheggio a valle (41.606651N 13.665608E), non senza qualche difficoltà, perché non avendo segnale sul telefono, il navigatore era fuori uso, abbiamo dovuto cercare la strada alla vecchia maniera, quindi abbiamo lasciato l’auto di navetta in corrispondenza del ponte che scavalca il Fosso dei Tre Archi.
Con l’altra auto ci dirigiamo alla contrada Pietraia (comune di Santopadre), raggiunte le ultime case si parcheggia (41.608208N 13.661177E).
Dopo aver percorso a piedi 100m di strada con fondo in cemento, attraversiamo un uliveto prima, prati poi e in 5 minuti stiamo al greto (41.606256N 13.661722E).
Sono le ore 12,00 ormai quando entriamo in forra, nonostante le indicazione del libro troviamo la gola in secca e noi stiamo con le mute, ad un terzo circa della gola troviamo una pozza stagnante, tuffabile, ma preferiamo evitarla,


i salti non sono molto alti, anche il salto di 35m, il più alto, in realtà lo abbiamo sceso solo per i primi 8m più verticali, il resto è un lungo scivolo che abbiamo fatto senza corda giacché asciutto.



Al salto successivo ritroviamo l’acqua, una sorgente perenne alimenta ora la gola, siamo ormai a due terzi della forra, dalla vasca, poco profonda, il torrente si divide in due getti: quello a destra percorre quanto resta di un antico condotto ipogeo, oggi ridotto a due splendidi archi, ancora un salto e raggiungiamo il ponte sopra il quale abbiamo parcheggiato.

Ci sarebbe ancora un salto da scendere, ma orma il più è fatto, già da un po’ abbiamo incontrato immondizia, per cui evitiamo la discesa, in 5 minuti saliamo i pochi metri che ci dividono dalla strada, e dietro la curva c’è la macchina.
In poco più di tre ore abbiamo percorso circa 350m di fosso, sceso una dozzina di salti, sempre ancorandoci ad alberi o su rari spit/fix, per un dislivello di 265m.
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