Il Pellaro e la Chiavica di Zemerosa

In una manifestazione locale, in località Cerreto presso Sonnino (Lt), questa domenica Gianni e Maria hanno un intervento didattico, il cui tema è il fenomeno carsico della zona, questo segue un altro svoltosi la sera prima a Lenola.

Io e Rosa li abbiamo raggiunti e siamo andati a visitare le due grotte, con lo scopo di fotografarle e se possibile farle vedere la sera stessa.

1) abbiamo cominciato con Il Pellaro, che si trova a pochi metri dal luogo dell’evento, si tratta di una dolina, facilmente scendibile, nei cui 3 metri finali e verticali è stata appoggiata una scaletta di metallo dai frequentatori locali.


La base è piuttosto sporca e proseguendo qualche metro sulla destra (guardando il pozzo) si trova il salto successivo di una decina di metri circa, che io e Rosa abbiamo sceso, sotto gli occhi curiosi e preoccupati di una pantegana, armando il tutto con una corda da 40m, partendo da un albero in cima alla dolina e sfruttando dei vecchi ma buoni fix già in loco.





La base di questo secondo salto, tutto sommato è pulita, una bella saletta, con qualche concrezione, segue un saltino facilmente scendibile,


ed un breve passaggio basso


sbucando in una nuova sala, abbiamo risalito la frana che ci si pone davanti fino a pochi metri prima del salto successivo, dove ci siamo fermati.


Tornando abbiamo fatto foto, risalendo abbiamo trovato Gianni, che ci aspettava alla base della dolina, preoccupato per l’aumento dei roditori che aveva notato.

Dopo una pausa merenda all’ombra, sotto la struttura dell’evento, sorseggiando una birra gelata, gentilmente offerta dall’organizzazione, siamo andati nella grotta successiva.

2) La Chiavica di Zemerosa invece, si trova ad un paio di chilometri dalla precedente, per cui ci siamo spostati in auto, si tratta di un inghiottitoio in cui si versano tre piccoli torrenti, asciutti di questa stagione, per raggiungerla dal parcheggio, abbiamo attraversato un oliveto ed un campo invasi di rovi fino ad uno dei canali nei pressi.



Siamo scesi io e Rosa, due pozzi quasi consecutivi di una decina di metri, partendo da un albero esterno il primo e sfruttando dei vecchi ma funzionali attacchi, ma non la corda trovata in loco, benché apparentemente in buone condizioni, bensì usando per entrambi una corda da 40m, più che sufficiente, comunque sempre in compagnia dei suddetti roditori.

   

Alla base di questo salto parte un tortuoso meandrino, non eccessivamente angusto, con le pareti ricoperte di scallops, che abbiamo percorso solo per una decina di metri e tornando abbiamo fatto foto.



La grotta è pulita a parte le solite ramaglie e due pezzetti di polistirolo solo alla base del primo pozzo.

La serata è terminata, cenando alla manifestazione, seguendo l’intervento fotografico per cui eravamo venuti e per cui ci hanno anche raggiunti altri amici.

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