Grotta di San Michele Arcangelo

A Maranola, nella provincia di Latina, alle pendici di monte Altino, sui monti Aurunci, a 1220 m  si apre una piccola grotta, trasformata nei secoli in un eremo dedicato a San Michele Arcangelo.

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Prima della descrizione però facciamo un po’ di storia:

le grotte sin dagli albori della storia umana sono state usate come riparo abitativo, da chi sfuggiva da terre inospitali, da vessazioni, dalla giustizia o dalle proprie famiglie, ma anche da eremiti che sceglievano una vita ascetica, la cui prerogativa è l’isolamento vivendo a stretto contatto con la natura.

Di tutta questa diversità, le tracce più evidenti si trovano proprio nelle cavità utilizzate a scopo religioso che proprio grazie alla devozione dei fedeli, nei secoli le hanno ampliate e adattate con murature in pietra, dotate di porte, altari e cappelle affrescate.

Con l’avvento del cristianesimo, per scoraggiare i culti pagani, che nel sottosuolo erano per lo più praticati, le caverne vennero trasformate nella sede di forze oscure e malefiche, divennero le abitazioni di streghe, maghi, folletti e del demonio che nell’iconografia è rappresentato anche come drago.

L’immagine di Michele Arcangelo dipende dai passi dell’Apocalisse, ed è rappresentato alato in armatura con la spada o lancia con cui sconfigge il demonio, spesso nelle sembianze di drago, ecco perché esistono molte grotte a lui dedicate.

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Il santuario oggetto della mia gita è incastonato nella roccia, su un costone a strapiombo, lungo il sentiero che da Sella Sola,  in circa un ora e mezzo di non difficile salita, conduce alla cima del Redentore, la spalla meridionale del monte Altino, su cui è stato anche eretta una cappella e posta la statua in bronzo del Cristo Redentore.

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Per visitarlo occorre raggiungere le coordinate 41.305674, 13.619234, che si riferiscono al parcheggio nei pressi del Rifugio Pomito e luogo di picnic, dal quale inizia il percorso, ma volendo fare un giro più ampio, in rete si trovano le tracce gps di percorsi alternativi, inoltre per gli appassionati di Geocaching, c’è da divertirsi.

La leggenda popolare racconta che fu la statua stessa del santo ad indicare il luogo in cui voleva essere venerata, in quanto originariamente era posta in una grotta lungo il litorale di Gianola vicino Formia, pare che la statua, offesa dal linguaggio poco cristiano dei marinai dell’epoca, se ne fosse andata su monte Sant’Angelo, nel territorio di Spigno Saturnia, ma anche dalla nuova posizione, a 1252 m di quota, su una parete rocciosa rivolta al mare, poteva vedere i marinai, per cui avrebbe deciso di spostarsi su Monte Altino, in una cavità della roccia rivolta ad Occidente.

Gli abitanti di Spigno cercarono più volte di riportarla nel loro territorio, ma miracolosamente la statua ritornava sempre nell’attuale postazione, nel territorio di Maranola, così si decise di costruire una piccola cappella in onore di San Michele Arcangelo, era l’anno 830.

La facciata attuale di pietre, che chiude la cavità naturale, fu ricostruita in stile neogotico alla fine del 1893, quando salì sul monte in visita pastorale, l’arcivescovo Francesco Niola, che indicò l’interno dell’antro come sede ideale per la nuova costruzione, in modo tale da evitare i danni riportati dalla precedente chiesa, causati dalle acque di dilavamento, dalla caduta di rocce e porzioni di ghiaccio.

In conclusione una gran bella passeggiata, calda perché completamente allo scoperto, ma mitigata dalle nuvole, il sentiero panoramico, sempre ben evidente e scalinato, molto frequentato, questo però non deve fare abbassare la guardia sulla sicurezza, infatti abbiamo incontrato diverse persone, assetate o con ai piedi l’infradito.

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