LOST PLACE THE OLD ALUNITE MINES OF MONTIONI

Durante la nostra vacanza, nei pressi del promontorio di Piombino, il geocaching ci ha portato a visitare questo luogo, ovvero le cave di allume di Montioni (GC6P9W9), a solo mezz’ora di macchina, che anche da speleologi di lungo corso quali siamo non potevamo farci sfuggire.

L’accesso alla miniera non è proibito, infatti è molto frequentata da gruppi di speleologi e avventurieri locali, ma è necessario fare attenzione, non ci sono pericoli particolari, ma ricordiamo sempre che ci troviamo sotto terra, in un ambiente che può essere considerato ostile, in cui é molto presente il rischio di scivolamento (e non di caduta). Indispensabile l’utilizzo di una torcia, meglio anche di un caschetto e scarponcini da trekking.

Così attrezzati quindi affrontiamo la discesa, alla ricerca della scatolina nascosta.

Ma iniziamo la relazione dal parcheggio, dove si possono vedere i resti dell’antico villaggio mineriaro, in parte ancora abitato, i resti diroccati sono ancora visibili lungo il sentiero che percorriamo nel bosco,

incontriamo un ponticello sulla destra che attraversiamo,

una piccola deviazione che ci porta al cospetto dell’ingresso di una miniera, non è quella che cerchiamo, ma già che ci siamo diamo un’occhiata anche a questa.

Il cancello di metallo è socchiuso, non si apre di più ma si passa, così indossiamo le lampade e ci troviamo a percorrere questa lunga e diritta galleria finchè non incontriamo una frana,

il passaggio c’è ma non siamo attrezzati per questo, sicuramente ci saremmo sporcati molto di più, quindi scattiamo qualche foto e torniamo indietro.

Proseguendo sul sentiero originario, incontriamo il piccolo fabbricato diroccato delle Terme della Baciocca,

ora il sentiero comincia a salire, ogni tanto qualche targa ci descrive la flora del bosco, tramite l’uso del GPS ad un bivio lasciamo il sentiero per una traccia sulla sinistra, di fronte invece vediamo un altro buco, che visiteremo al ritorno, continuando quindi su questa nuova via, nei pressi di un rudere dobbiamo scegliere se andare a sinistra o a destra, scegliamo a destra perchè il GPS ci indica quella direzione e ci ritroviamo di fronte alla recinzione che chiude l’ingresso della cava.

Scendiamo costeggiando la rete fino al cancello d’ingresso aperto,

scopriamo poi che la via più comoda è a sinistra del rudere,

oltrepassato il quale, dopo una ventina di metri, stiamo davanti al geande arco d’entrata della cava e sviariati altri passaggi, la guida ci consiglia quello più a destra e così entriamo.

Dopo un breve meandro si entra in una saletta da cui partono due rami,

la prosecuzione giusta è a sinistra e poi subito a destra, che dopo una breve discesa sbuca ai margini della grande sala principile, ancora in alto, rispetto al fondo.

Affrontiamo l’ultima discesa, scivolosa e polverosa e raggiungiamo così il luogo indicato dalla descrizione che abbiamo,

qui dobbiamo confrontare le immagini pubblicate per individuare dove cercare la cache, le informazioni allegate sono in inglese e questo non ci aiuta, neanche la traduzione automatica, cerchiamo di interpretarle col ragionamento, saliamo il pendio verso l’uscita e cerchiamo invano,

così io solo ridiscendo e provo la salita dalla parte opposta, in cima esploro le altre vie di prosecuzione, male che vada ho visto un posto nuovo,

poi tornando indietro faccio un ultimo tentativo e…. voilà, ecco la scatolina, dopo un’oretta tra discesa e ricerca.

Il logbook è umido ma è normale in luoghi come questi, ed anche pieno, così decido di inserire un nuovo foglietto, firmato il quale dopo non resta che la foto di rito e poi giù, via verso l’uscita.

Bella avventura, questa è una di quelle cose che preferisco nel geocaching, posti particolari, pieni di storia, che in città non puoi vedere e con un pizzico di avventura a condire il tutto.

Ora un po’ di storia

All’interno del Parco Naturale di Montioni, in maremma, tra le province di Grosseto e Livorno, l’allume venne scoperto nel 1474 e, dopo essere rimaste inattive per molto tempo, le cave furono riaperte nel 1803, ma soltanto durante il governo di Elisa Baciocchi Bonaparte, sorella di Napoleone che, all’inizio del XIX secolo, era stata insignita del titolo di Principessa di Lucca e Piombino, poi Granduchessa di Toscana.

Il villaggio minerario comprendeva le case dei minatori, un palazzo per la residenza della principessa e uno stabilimento termale (“Terme della Baciocca”) i cui resti sono tutt’oggi visibili.

Il minerale era molto ricercato dalle industrie tessili come fissante per colori, veniva utilizzato nella concia delle pelli, nella produzione del vetro e in medicina. Si tratta di un sale, tecnicamente un solfato doppio di alluminio e potassio, che si presenta come un solido bianco incolore e inodore,estratto dall’alunite, un minerale che si rinviene nelle rocce vulcaniche cariche di potassio.

Cliccando sul link, il video della esplorazione

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