Fossellone

Dopo aver visitato la grotta di San Silviano descritta nel post precedente, ci dirigiamo alla ricerca di questo nuovo cache.

Raggiungiamo così San Felice Circeo e la grotta il cui nome deriva dalla grande apertura circolare, ben visibile dal mare, dovuta al crollo parziale della volta ed è accessibile sia via mare che via terra, tramite un sentiero.

archivio: wikipedia

Si parcheggia nel piazzale di Via della grotta delle capre e si segue il sentiero con le indicazioni, giunti davanti un muro ci si rende conto che la strada è preclusa,

il sentiero oltre è stretto e sul bordo della scogliera,

questa situazione ha convinto le istituzioni a impedire il passaggio agli avventori, tuttavia con un po’ di buona volontà si potrà trovare una valida alternativa nella macchia.

Lungo il percorso si oltrepassa anche un lungo scivolo terroso, tenete a mente la parola scivolo,

qualora vi venisse in mente di provare ad entrare, questo è l’ingresso della Grotta dell’Impiso (appeso), il cui nome deriva dalla grossa stalattite che pende dal soffitto, purtroppo non potendo entrare perché troppo ripida la discesa, ci dobbiamo accontentare di un rapido sguardo dal bordo degli scogli.

Nei pressi della nostra grotta invece, si passa sopra un ponte naturale, creato dal crollo della parte centrale del soffitto, ma difficilmente ce se ne rende conto per via della fitta vegetazione,

pochi passi più avanti, un buio pertugio artificiale ed una scala intagliata nella roccia, ci permette di scendere nella cavità.

Costituita da un corpo centrale con una scarpata che arriva al mare e da numerosi antri laterali, noi alla fine delle scale entriamo nell’evidente cunicolo alla nostra destra, luogo dove è nascosto il cache.

Attrezzati con una buona luce, dopo qualche metro ci ritroviamo in una grande sala, sulla nostra destra vediamo una larga fossa quadrata, si tratta dei resti di uno scavo archeologico, in cui sono stati trovati resti databili all’epoca paleolitica, tra l’Uomo di Neandertal e Homo Sapiens;

di fronte invece una bianca colata calcitica e qualche stalattite abbelliscono l’ambiente,

ed è in questa zona che si concentra la ricerca del cache, che tra una capocciata ed uno scivolone viene recuperata.

Usciti dalla zona buia, affrontiamo la facile scarpata fino al mare, ammirando la maestosità dell’ambiente.

A questo punto non ci rimane che tornare indietro e trovare l’ultimo cache situato nei pressi della Grotta delle Capre, a soli 200m lungo lo stesso sentiero.

tutte le foto dove non indicato, sono state messe a disposizione dai partecipanti.

Ecco un breve video della “caccia”

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