Civitella (GC7A3TD)

Un fiume sotterrane che nasconde un tesoro di inestimabile valore, tutto da gustare passo dopo passo, bracciata dopo bracciata, ed in fondo il meritato premio, stiamo parlando della Risorgenza di Civitella.

Dall’uscita di Valle del Salto dell’autostrada A24 Roma-L’Aquila, si raggiunge il paese di Civitella (frazione di Pescorocchiano) e si lascia la macchina presso la curva davanti all’ultima casa. Si torna quallche metro indietro e si passa nello spazio tra due guard rail e si prende un sentiero ben segnato che dalla curva scende dritto verso il fondovalle giungendo in breve alla sponda del torrente Laoleana, la si segue verso destra risalendo il corso d’acqua per circa 100 m, seguendo tracce di sentiero. Si lascia sulla destra un’evidente piccola forra che scende dalla strada sovrastante, e poco dopo si incontra una paretina rocciosa trasversale al fondovalle.

L’ingresso della grotta si trova alla base della paretina, al di là del letto del torrentello stagionale formato dall’acqua che esce dalla cavità. (10 minuti di cammino)

foto: CarimWolf

La grotta è una risorgenza attiva le cui acque si gettano, nel fosso Laoleana, affluente del Fiume Turano. Le acque che scorrono in questa grotta sono forse le stesse che attraversano l’inghiottitoio di Val di Varri. La portata del torrente sotterraneo è estremamente variabile; solo in periodi molto piovosi si ha una forte e improvvisa emissione di acqua dall’ingresso.

foto: CarimWolf

Ora se avrete la fortuna di trovarla aperta, ed in genere succede a fine agosto, nel periodo di massima secca, e non succede spesso, dopo aver indossato muta (ma non dovremo andare sott’acqua, è necessaria come ausilio al galleggiamento e protezione dal freddo, meglio se da 5mm, inoltre guanti e calzari, quelli a calzino non la scarpetta), scarpe da trekking e casco con luce, si entra in acqua in un varco tra i sassi del fiume, un po’ angusto da prima ma poi si allarga e si nuota fino alla fine del lago, si scavalca arrampicandosi una sella creata da massi di crollo per rituffarsi nel secondo lago.

foto: CarimWolf

La grotta è lunga circa 700m sempre molo ampia e riccamente concrezionata, si susseguono sale e laghetti fino ad una sala da cui pendono due corde, portano ad un ramo superiore, continuando un bivio conduce a destra per una via acquatica non bene evidente da quella posizione, invece a sinistra si sale per una via sabbiosa ed è l’inizio del ramo fossile, molto molto bello, ricco di stalattiti e stalagmiti, fino a tornare nella galleria principale in prossimità di un bivio, andare a sinistra ed in breve si giunge al lago-sifone che segna la fine della grotta.

foto: CarimWolf

Per il ritorno la via più evidente è quella acquatica cioè al bivio a sinistra tornando, di acqua in realtà ce n’è poca ma è molto bella da percorrere, fino ad una zona bassa, prima poi in una sala con grossi massi sopra i quali guardando l’altra sponde si vede la via sabbiosa di andata. Il resto è noto.

NOTA: l’accesso come ho detto è stagionale, tuttavia con attrezzatura sub è percorribile sempre, bisogna però avere capacità ed esperienza speleo-sub per non rischiare inutilmente l’unica vita a nostra disposizione.

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