Geocaching nella città perduta di Vitozza

Dopo aver visto il video dell’amico Cody, io e Dolina59 siamo rimasti affascinati dai luoghi da lui raccontati, ma in particolare ci ha colpito il nickname dell’owner dei cache nascosti e ci siamo detti: questo lo conosciamo!

Così finita la visione del video, siamo andati a vedere le descrizioni dei cache, e abbiamo la conferma, “papero67” é lui, e per uno che gioca da solo un anno, ha fatto veramente un bel lavoro, così ci siamo ripromessi di andare a caccia quanto prima e magari passare a fargli un saluto.

Nemmeno il tempo di pensarlo, ci chiama un amico “babbano”, mai stato propenso a seguirci nel geocaching, ma stavolta, incuriosito dal luogo e appassionato di storia quale lui è, è stato felice di seguirci in questa gita fuoriporta.

Partiamo di buon’ora, obbligati dal blocco del traffico a Roma, le nostre auto non possono circolare, quindi, poco prima delle ore 7,30 siamo già fuori dalla zona di divieto, e alle 10,00 circa siamo a San Quirico (Gr), nel parcheggio dell’Insediamento Rupestre di Vitozza.

Vitozza è un’antica città etrusca, composta da grotte scavate nel tufo, in uno splendido parco di boschi cedui, lungo la gola del fiume Lente.

Si contano circa duecento grotte, spesso comunicanti tra loro, molte anche su due piani, ambienti destinati non solo come abitazioni, ma anche per il ricovero degli animali, stupendi anche i numerosi colombari.

Molte grotte nel tempo hanno avuto vari riutilizzi, si vedono già da subito, in quelle più vicine al pase, i segni dell’uso e in alcuni casi dell’abbandono, si perché alcune sono state abitate addirittura fino al secolo diciannovesimo, e le targhe installate loro davanti, indicano anche i nomi degli ultimi abitanti.

La Vitozza medievale sorgeva invece sul pianoro superiore, quasi sicuramente alla fine dell’XI secolo, attorno al castello edificato dalla famiglia Aldobrandeschi, gli avvenimenti sviluppatisi nell’arco di quasi trecento anni, l’hanno infine portata ad appartenere alla famiglia Orsini.

L’inizio della fine, fu quando nel 1455 i Senesi dovettero abbandonare l’abitato, per non lasciarlo in mano agli ultimi proprietari, abbattendo le mura, le torri, la chiesa e i castelli, innescando così un lunghissimo ed inesorabile declino.

Oggi l’area fa parte di un Parco Archeologico ben tenuto, è possibile visitare molte grotte, colombari, sono visibili anche i resti di due castelli, di un torrione, delle mura, di due porte d’accesso e i resti della chiesa duecentesca.

La nostra gita è durata circa 6 ore, senza nessuna vera difficoltà, a parte la lunghezza del percorso che alla fine è risultato di circa 14 chilometri, abbiamo cercato 14 facili cache, 2 vecchi di Ricixxx e 12 di papero67, purtroppo un paio ci sono sfuggite, ho sbagliato evidentemente strada, e quando me ne sono accorto non era più possibile rimediare, Dolina59 era stanca, il babbano al limite della sopportazione, e tante altre cose da fare prima che facesse buio.

Poco male, toccherà tornare con gli altri amici geocacher e cercare anche quelle nuove che nel frattempo sono state pubblicate, papero67 ha creato proprio un bel Power Trail, e non vedo l’ora di vedere come sono le ultime nascoste.

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